Meditazioni e preghiere
Che cos’è il Regno dei Cieli?

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Dov’è il Regno dei Cieli? Più vicino di quanto crediamo!

Il mio in(solito) commento a:
Il Regno dei Cieli è vicino (Matteo 4,12–17.23–25)

Ma che cos’è il Regno dei Cieli? E’ un’entità così complessa da sondare per il nostro intelletto limitato, perché va ben oltre lo spazio ed il tempo. Non è certo un luogo, il Regno. E non è neppure un tempo. E’ un “qui ed ora” che si dilata all’infinito. E’ un divenire che affonda le sue radici nel presente. Perché il Regno, amici cari, è contemporaneamente già qui, e non ancora qui, perché: “Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino»” (Matteo 4,17). Ma anche: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!» (Luca 17,21).

Dunque è qui, o non è qui? Entrambe queste affermazioni sono contemporaneamente vere. E non è un paradosso. Semplicemente il Regno di Dio scavalca i nostri limiti e li amplia fino all’infinito orizzonte di Dio. Dio smisurato ed incommensurabile, presente in ogni dove e in tutto, in ogni tempo ed in ogni luogo. Vedete che Dio è una realtà che non si può misurare con il metro, né con l’orologio? Fossero anche i più precisi… E, allora, anche il suo Regno è così: eternamente presente. Il presente è infatti il punto nel quale il tempo tocca l’eternità.

Potremmo concludere che il Regno si avvicina nel tempo che ormai è compiuto, che è arrivata l’alba del giorno in cui il Regno si manifesterà, anche se il giorno pieno ancora non è qui. Né sapremo quando arriverà. Ma sappiamo che, quello che culminerà nell’aldilà, inizia in questo mondo, come la vittoria di Cristo inizia già con il suo arrivo nel mondo e si consuma sulla Croce.

C’è un luogo, amici cari, dove possiamo avere la certezza di trovare già ora il Regno di Dio: il nostro cuore. E’ lì che i nostri sentimenti, i nostri desideri, si intrecciano in un respiro che è fatto dell’esperienza del passato e delle speranze per il futuro, in un presente in cui abbiamo il dovere di vivere al meglio di noi stessi, testimoniando, anche con la nostra vita, anche con le nostre scelte, quei valori, quei principi, che ci separano dal regno del mondo e dal demonio.

Demonio che vorrebbe incatenarci ad un passato fatto di peccati, errori ed omissioni, riempiendo il nostro futuro di ansia ed angoscia per quanto potrebbe accadere. Impedendoci così di vivere nel presente. Tenendoci lontani da Dio. Ma noi non cadremo nel suo tranello, vero amici cari? Perché la speranza è di Dio, ma ciò che ci turba, ciò che ci angoscia, viene dal Nemico.

Scrive sant’Ignazio di Loyola: “è proprio dello spirito cattivo rimordere, rattristare, porre difficoltà e turbare con false ragioni, per impedire di andare avanti; invece è proprio dello spirito buono dare coraggio ed energie, consolazioni e lacrime, ispirazioni e serenità, diminuendo e rimovendo ogni difficoltà, per andare avanti nella via del bene” (Esercizi Spirituali n. 315).

#Santanotte amici, dormiamo con il cuore sereno, perché sappiamo che Dio abita anche dentro di noi. E, con questa pace, potremo affrontare meglio le difficoltà del domani. Dio ci ama!

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Cristo Risorto in Gloria”, di Guido Reni, 1614, affresco, cupola del Santissimo Sacramento, Duomo di Ravenna