Che cosa vuol dire seguire Gesù?

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Tu, proprio tu che leggi, in questo momento sei un po’ pastore e, se lo vorrai, potrai inoltrarti nel deserto (della vita) per metterti alla ricerca di chi la strada l’ha smarrita

Il mio in(solito) commento a:
Chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà (Marco 8,34-9,1)

Seguire Gesù non è certo una passeggiata e, se lo vogliamo fare davvero, siamo chiamati a riorganizzare la nostra vita. Perché l’amore che ci spinge a scegliere Dio mette in discussione tutto il resto. Così, quando camminiamo sulle orme di Gesù, non possiamo voltarci indietro: «Nessuno che abbia messo la mano all’aratro e poi volga lo sguardo indietro, è adatto per il regno di Dio» (cfr. Luca 9,62). Quella di seguire Gesù è una scelta definitiva, che ci cambia dentro.

Quando decidiamo di metterci alla sequela di Gesù, dentro di noi avviene una “rivoluzione copernicana”: improvvisamente ci rendiamo conto che la mentalità mondana che pone il nostro “io” ed i nostri interessi al centro dell’universo è fondamentalmente sbagliata. E non è il resto del mondo che ruota attorno a noi, ma siamo noi, insieme a tutto il mondo, a ruotare attorno a Dio. Il centro è Lui: l’origine di ogni cosa. Il Creatore che ci ha dato la vita. Scrive San Paolo: «Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me» (Galati 2,20).

Gesù è così: sembra arrivare “quasi per caso” nelle nostre vite. Ad un certo punto in cui noi forse neppure pensiamo a Lui. Egli entra di sorpresa ma non si impone. Non sgomita perché gli venga aperta la porta: «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (Apocalisse 3,20). E, se gli apriremo, questo incontro ci trasformerà completamente la vita! Perché non ci vuole tempo per convertirci. Basta la volontà. Un istante. Spesso è sufficiente che Gesù incroci i nostri occhi, per farci cambiare, all’improvviso.

Quando questo accade, noi non “cambiamo” solo un po’! Oh no! Quella che avviene per opera di Gesù si chiama “conversione”: un mutamento radicale, netto, deciso, forte, immediato. La conversione ci porta forze nuove per affrontare i nostri problemi. Luce nuova nei nostri occhi per vedere le cose da un’altra prospettiva. Voglia nuova di fare, di agire, di mettersi in discussione, di adoperarsi per qualcosa di utile e importante. E nuova vita. Sì, la vita intensa. La vita vera. Quella che si assapora un battito dopo l’altro, con pienezza, con gioia, con determinazione, con soddisfazione.

Ovviamente c’è chi decide di non accogliere l’invito a diventare migliore. C’è chi sceglie di non seguire Gesù e continuare sulla propria strada. Che succede allora? Scende un fulmine dal cielo? No, amici cari, perché Dio è rispettoso delle decisioni dell’uomo. Non interferisce con la nostra volontà. Egli ci concede perfino di scegliere la strada sbagliata. Perché ci vuole liberi. Perché ci ama.

Eppure tu, cara lettrice, caro lettore, che sei qui ora a leggere queste righe, hai scelto di ascoltare Gesù. Hai udito bussare e gli hai aperto la porta. Hai deciso di rinunciare a un po’ della tua libertà per dedicare un po’ del tuo tempo agli altri, a chi ti sta accanto, a chi non ancora ha avuto il coraggio di fare la tua stessa scelta. Tu, allora, in questo momento sei un po’ pastore e, se lo vorrai, potrai inoltrarti nel deserto (della vita) per metterti alla ricerca della pecora smarrita, cioè di chi ha bisogno del tuo aiuto, del tuo conforto, del tuo appoggio per fare quella scelta che tanto teme: scegliere Gesù, proprio come te. Allora è davvero importante che tu, con il tuo modo di agire, con il tuo buon esempio e, perché no, con l’esperienza degli errori che hai già commesso, sappia indicare a chi ti sta accanto la via da seguire. Perché in te c’è Gesù, c’è la sua Parola, c’è il suo Amore.

#Santanotte amici. Non temiamo di accogliere l’invito di Gesù. Apriamogli il nostro cuore e permettiamogli di cambiarci, di migliorarci, di fare di noi strumenti capaci di diffondere il bene. Allora sì, che avremo scoperto la vita vera, quella che profuma d’amore e ci accompagnerà per l’eternità! Dio vi e ci benedica amici cari!

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Il Buon Pastore”, di Philippe de Champaigne, 1650, Musée des Beaux-arts, Tours

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