Meditazioni e preghiere
Che cosa vuol dire che ci riconosceranno dai frutti?

Che cosa vuol dire che ci riconosceranno dai frutti?

Facebook
Twitter
Youtube
Youtube
SOCIALICON
Follow by Email
RSS

Un tronco, amici cari, è simile ad un altro tronco. Una foglia ad una foglia. Ma è il frutto, è quel che produciamo nella nostra vita, che parlerà di noi.

Il mio in(solito) commento a:
Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico? (Luca 6,43-49)

Noi siamo alberi. E le nostre radici affondano nel nutrimento dell’amore di Dio. La linfa lo fa scorrere attraverso il tronco, fino alle gemme, alle foglie ed ai frutti. Se noi abbiamo il bene nel cuore, allora i nostri insegnamenti saranno d’amore. L’uomo buono nella propria vita compirà opere buone. I suoi gesti saranno di bene, di accoglienza, di vicinanza, di conforto a chi soffre, di carità. Ecco che la vita dell’uomo buono è testimonianza di sé.

Ma ahimè, cari amici, questa regola funziona anche, a parti inverse, per l’uomo malvagio. Chi nel cuore cova rancore, odio e invidia produrrà frutti avariati, azioni acerbe, che sapranno di male. Egli spargerà attorno a sé i suoi frutti velenosi, e dai frutti nasceranno semi, e nuovi alberi. Questa volta cattivi.

Un tronco, amici cari, è simile ad un altro tronco. Una foglia ad una foglia. Ma è il frutto, è quel che produciamo nella nostra vita, che parlerà di noi. Chi dedica la propria vita agli altri, chi si impegna nel volontariato o nella catechesi, chi dona orecchie per ascoltare le sofferenze e chi le sofferenze le allevia con il lavoro delle proprie braccia, ha una radice buona e produrrà frutti buoni. Chi agisce male, genererà frutti di male.

E’ dai frutti, dalle nostre azioni, dal ricordo che lasceremo di noi, che verremo riconosciuti. Ma attenzione, se è vero che dai frutti si riconoscerà l’albero, non dobbiamo dimenticare che Dio ha la possibilità di tramutare anche il peggiore dei mali nel più santo dei beni.

Pensiamo per un istante a San Paolo, che da persecutore, divenne l’apostolo che più frutti di bene ha lasciato con le sue numerose lettere sulle quali, ancora oggi, riflettiamo e preghiamo. Guardiamo Zaccheo, arrampicarsi su un albero, quando ancora era “malfattore”, spinto dalla curiosità di vedere Cristo, per poi scenderne “benefattore”, convertito da questo incontro. Ricordiamo il buon ladrone, che scoprì il Paradiso dopo una vita di reati, quando venne inchiodato al legno della croce, dopo aver aperto il suo cuore a Gesù. Immaginiamo quanti, nella loro vita, avranno sradicato le proprie radici dal terreno del maligno, per riavvicinarsi alle fertili zolle, nutrite dall’amore di Dio.

Sì, amici cari, perché, a differenza degli alberi, noi possiamo trasformarci nel corso della nostra vita. E, dimenticando i frutti del male commesso, con l’aiuto di Dio, potremo arrivare a produrre i migliori e più succosi frutti di bene. Come ci ricorda San Giovanni della Croce: “Alla sera della vita, saremo giudicati sull’amore”. E allora che aspettiamo?! Trasformiamoci!

#Santanotte amici cari! I vostri frutti abbiano sempre il sapore dolce dell’amore di Dio

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Crocifissione con la Vergine e San Giovanni”, di Hendrick ter Brugghen, 1624, olio su tela, 154×102 cm, Metropolitan Museum of Art, New York