Che cosa vuol dire Avvento?

Che cosa vuol dire Avvento?

Facebook
Twitter
Youtube
Youtube
Flipboard
Follow by Email
RSS

L’attesa. Attesa di Gesù, che venga a liberarci dal male, dal buio, dal peccato. Ma anche l’attesa della luce, dell’amore, del perdono. Questo è Avvento!

Il mio in(solito) commento a:
La vostra liberazione è vicina (Luca 21,25-28.34-36)

Avvento. Da “adventus”, arrivare, sopraggiungere. Un bel verbo dinamico che indica un cammino, un progredire, un avanzare verso qualcosa di completamente nuovo, qualcosa che ci sconvolge (in positivo), qualcosa che cambierà per sempre la vita e la storia. Anzi: la farà ripartire in un modo nuovo.

Non per niente la nascita di Cristo, la prima “Venuta”, ha segnato e segna tuttora, un nuovo modo di conteggiare il tempo: tutta la storia si divide in avanti Cristo e dopo Cristo. E la seconda Venuta? Eh, quella, amici cari, riavvolgerà del tutto il rullo della storia, mettendo sì, la parola “fine” alla vita come la conosciamo, ma – attenzione ! – inaugurando una nuova era ed un nuovo modo di stare insieme a Dio. Sì, perché fin dalle primissime pagine della Genesi incontriamo Dio che cammina con noi. Dapprima “passeggia” nel giardino: “Poi udirono il rumore dei passi del Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno” (cfr. Genesi 3,8), poi “marcia” insieme al popolo di Israele in fuga dalla schiavitù dell’Egitto: “Il Signore marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per guidarli sulla via da percorrere, e di notte con una colonna di fuoco per far loro luce, così che potessero viaggiare giorno e notte” (Esodo 13,21), quindi rinuncia alle comodità del cielo per “camminare” insieme agli uomini: “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi” (Matteo 1,23).

Ecco, il Dio-con-noi ha rovesciato le prospettive: ha dichiarato beati gli ultimi, i poveri, i perseguitati (cfr. Matteo 5,1-10), “ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote” (cfr. Luca 1, 51-53), ha trasformato quello che tutti ritenevano una sconfitta, la morte in croce, nel più grande e sorprendente dei trionfi: la Risurrezione. Perché lì dove s’infrange la speranza umana, il momento nel quale tutto sembra perduto, il tempo del dolore nel quale tante persone sentono come il bisogno scendere dalla croce, è proprio il momento più vicino alla Resurrezione!

E questo fu la grande rivoluzione di duemila anni fa. Quando i calendari si fermarono per ripartire con una pagina nuova. Allora chiediamoci un istante, amici cari, quale sarà la rivoluzione che ci attende quando le lancette degli orologi si fermeranno di nuovo? E che cosa accadrà dopo? E’ quello su cui abbiamo meditato in queste settimane che precedevano l’Avvento. Pagine complesse di Vangelo che talvolta ci hanno spaventato, ma solo perché dobbiamo imparare a leggerle con il cuore e non con la mente. Per capirle ci viene richiesto quello sguardo di speranza che sa andare oltre, oltre il nostro timore, oltre la nostra convinzione che la croce sia solo morte e che la morte sia solo la fine di tutto. Perché così non sarà!

Eh sì, amici cari, perché se alcuni, in quelle pagine, vedono solo l’approssimarsi della fine del mondo, altri riescono a percepire l’arrivo della pienezza di un nuovo mondo. Un mondo in cui vivremo di nuovo insieme a Dio. Perché il Dio-con-noi camminerà di nuovo insieme a noi! Perché quando tutto sembra finito, è lì che inizia!

«Ecco la dimora di Dio con gli uomini!
Egli dimorerà tra di loro
ed essi saranno suo popolo
ed egli sarà il “Dio-con-loro”

(Apocalisse 21,3).

Gesù, il Dio-con-noi, non ha mai smesso di camminare insieme a noi, di manifestarci la sua vicinanza, di essere pronto a sorreggerci non appena vacilliamo. Anche se la nostra imperfezione, per ora, ci impedisce di esserne pienamente consapevoli:

E tergerà ogni lacrima dai loro occhi;
non ci sarà più la morte,
né lutto, né lamento, né affanno,
perché le cose di prima sono passate»

(Apocalisse 21,4).

#Santanotte amici. Non dimentichiamo che prepararsi al Natale è un’occasione stupenda per riscoprire il senso dell’attesa, il senso del dono, lo stare insieme nell’amore. Proprio come Dio vuole. Buon Avvento con Gesù nel cuore, amici cari!

Alessandro Ginotta

Il dipinto di oggi è: “Cristo Consolatore”, capolavoro del pittore danese Carl Heinrich Bloch, olio su tela, 1890, Cappella Frederiksborg Palace, Copenhagen

COPYRIGHT © 2022 Tutti i diritti riservati. I contenuti di questo blog sono protetti dalle leggi sul diritto d'autore 633/41 e 248/00. É vietata la copia senza espressa autorizzazione. Se desideri trascrivere un breve stralcio sui social ti chiediamo di indicare sempre l'autore ed inserire un link alla pagina di provenienza invitando a proseguire la lettura sul blog LabuonaParola. Per favore non copiare l'intera pagina. Grazie!