Il dipinto di oggi è "Cristo trasporta la Croce", del pittore italiano Lorenzo Lotto, 1526, olio su tela, 66×60 cm, Museo del Louvre, Parigi

Vuoi stare anche tu alla destra di Gesù?

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+ Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,32-45)

In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti.
Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà». Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Parola del Signore

Gv 12,44-50

Essere al primo posto… la brama di primeggiare ha contagiato anche i due figli di Zebedèo:  “Voi non sapete quello che chiedete” (v. 38). Eh, no, non sanno quello che stanno chiedendo!

Essere alla destra e alla sinistra di Cristo… non vuol forse dire prendere il posto dei due ladroni, accanto a Gesù sulla Croce? Certo, Gesù al suo ingresso in Gerusalemme verrà osannato, accolto come un re, ma il venerdì verrà catturato: “il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà” (vv. 33-34). La volontà di emergere ha accecato gli Apostoli.

Il Regno di Cristo “non è di questo mondo” (Gv 18,36) i re della terra si “innalzano” con il proprio ego smisurato; Cristo verrà innalzato sulla Croce. I re della terra indossano sontuose corone dorate; il simbolo della regalità di Cristo sarà corona di spine. I re della terra sono circondati da eserciti, carri, cavalli; l’esercito di Cristo è composto dai poveri, dai ciechi che hanno ricuperato la vista, dagli storpi che camminano, dai lebbrosi guariti, dai sordi che hanno riacquistano l’udito… (cfr. Mt 11,5). I re della terra hanno uno stuolo di servitori; Cristo si è inginocchiato e, cinti i fianchi con un asciugamano, ha preso un catino ed ha lavato i piedi ai propri discepoli.

ll Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti” (v. 45). Ecco la vera immagine di Dio: no, non è un Dio servito dagli uomini, ma un Dio che si è fatto uomo, per servire gli uomini. Un Dio umile, un Dio che ama e rispetta la sua creatura, fino al punto di farsi deridere, torturare, uccidere per lei. Nulla è più grande dell’Amore di Dio: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13).

Certo, anche noi, come Giacomo e Giovanni, siamo tentati talvolta di dire: “Lo possiamo” (v. 39). Ma bere il calice di Gesù… “il calice della sofferenza” è davvero cosa difficile. Lo stesso Gesù, nel Getsemani, sarà tentato di allontanare da sé quel calice: “Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice!” (Mc 14,36). I due figli di Zebedeo capiranno solo più tardi cosa significa davvero bere questo calice fino in fondo.

Gesù, con un atto estremo d’amore, salverà il mondo: darà la sua vita per noi, per i nostri peccati, per permetterci di ricongiungerci a Lui, con il Padre. Giacomo e Giovanni credono di meritare “il primo posto” pensano di avere guadagnato il privilegio di stare alla destra ed alla sinistra di Gesù. Si sentono gli anziani della comunità, credono di avere maturato il diritto di essere i primi nel Regno. Probabilmente, anzi, sicuramente ora saranno accanto a Gesù in Paradiso, ma quel venerdì alla destra di Gesù… ci sarà un altro: il buon ladrone. Lui sì, ha compiuto un atto di fede. Il buon ladrone ha chiuso con il passato. Non gli interessa più il denaro. Vuole soltanto entrare nel Regno dei Cieli: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno“. Gesù gli rispose: “In verità ti dico, oggi sarai con me in Paradiso” (Lc 23,43). Proprio lui, il malfattore pentito, sarà il primo ad entrare in Paradiso con Gesù. Lui non ha chiesto gloria ed onore, ma solo di restare nell’amore di Gesù. Ed è stato premiato.

Per entrare in Paradiso, amici miei, dobbiamo disfarci dal pesante bagaglio di orgoglio che ci portiamo dietro. Dobbiamo purificarci dalla superbia. Sant’Agostino scrisse: “Ogni fortezza trovasi nell’umiltà, mentre ogni superbia è fragile“. Sì, è fragile la superbia, ce lo ricorda anche San Paolo: “Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso” (Fil 2,3). Termino proprio con questi versi dell’Apostolo delle genti:

Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:
egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini” (Fil 2, 5-7).

Cari amici, ecco le domande di oggi: Come mi vedo io? Mi pare di essere pronto a bere il calice di Gesù… o forse, riconosco anch’io, come il buon ladrone, di non meritare la salvezza, ma la accetto ugualmente da Gesù, che me la offre?

Come mi comporto con gli amici ed i colleghi? Cerco sempre “un posto speciale” oppure mi accontento di collaborare con amicizia e spirito di servizio?

Questa notte, Gesù, ti affido tutti i miei amici e le persone che conosco! Stai sempre, ti prego, al loro fianco con il tuo inifinto amore.

#Santanotte amici miei! 🙂 🙂 🙂

Il dipinto di oggi è "Cristo trasporta la Croce", del pittore italiano Lorenzo Lotto, 1526, olio su tela, 66×60 cm, Museo del Louvre, Parigi

Il dipinto di oggi è “Cristo trasporta la Croce”, del pittore italiano Lorenzo Lotto, 1526, olio su tela, 66×60 cm, Museo del Louvre, Parigi

Alessandro Ginotta

Cento giorni con Gesù, Alessandro Ginotta, Tau Editrice

Non un libro da leggere con gli occhi, ma un’esperienza da vivere con il cuore.

Al lettore che sfoglierà questo libro basterà scorrere l'indice per rendersi conto che non si tratta del “solito” commento al Vangelo ma di qualcosa di completamente nuovo per approccio, stile, linguaggio e contenuto. Sai cosa vuole Gesù dalla tua vita? Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Perchè la mia preghiera non viene ascoltata? (e perchè non è così). Cento giorni con Gesù è una proposta per aiutarti ad affrontare il futuro in modo migliore, consapevole che nelle difficoltà, ma anche nelle gioie grandi o piccole di ogni giorno, non siamo soli, ma abbiamo al nostro fianco Cristo, che ci sorregge, ci consola, ci perdona, piange con noi e sorride con noi. Perchè vivere bene si può, e con Gesù è meglio!

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