Un’onda di Misericordia si riversa sull’intera umanità.

Un’onda di Misericordia si riversa sull’intera umanità.

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“Quanto bisogno della Misericordia di Dio ha il mondo di oggi! In tutti i continenti, dal profondo della sofferenza umana, sembra alzarsi l’invocazione alla Misericordia.”

Queste parole sono state pronunciate quattordici anni fa da San Giovanni Paolo II, che aggiunse: “non esiste per l’uomo altra fonte di speranza al di fuori della Misericordia di Dio”  (San Giovanni Paolo II, Dedicazione del Santuario della Divina Misericordia di  Kraków-Lagiewniki 17 agosto 2002).

Un’onda di Misericordia si riversa sull’intera umanità.

In questo tempo difficile, tra fantasmi di guerre e attentati terroristici, è più che mai vivo il pensiero di Karol Wojtyla: “Dove dominano l’odio e la sete di vendetta, dove la guerra porta il dolore e la morte degli innocenti occorre la grazia della Misericordia a placare le menti e i cuori, e a far scaturire la pace. Dove viene meno il rispetto per la vita e a dignità dell’uomo, occorre l’amore misericordioso di Dio, alla cui luce si manifesta l’inesprimibile valore di ogni essere umano. Occorre la Misericordia per far sì che ogni ingiustizia nel mondo trovi il suo termine nello splendore della verità”.

Il diario di Suor Faustina

A Suor Faustina Gesù ebbe a dire un giorno: “L’umanità non troverà pace, finché non si rivolgerà con fiducia alla divina misericordia” (Diario, p. 132).

Un’onda di Misericordia si riversa sull’intera umanità.

Torniamo per un istante al 22 febbraio 1931. Entriamo, in punta di piedi, nella cella del convento di Plock dove, nella luce fioca, possiamo scorgere Suor Faustina che contempla Gesù: “La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido” (Quaderno I, p. 26).

I due raggi, secondo quanto lo stesso Gesù confidò a Suor Faustina, rappresentano il sangue e l’acqua. Il sangue richiama il sacrificio del Golgota e il mistero dell’Eucaristia; l’acqua simboleggia il battesimo ed il dono dello Spirito Santo (cfr Gv 3,5; 4,14).

Un’onda di Misericordia si riversa sull’intera umanità.

Un’onda di misericordia

San Giovanni Paolo II nel 2001 osservò: “Gesù mostra le mani e il costato con impressi i segni della passione e comunica ai suoi discepoli: Come il Padre ha mandato me anch’io mando voi (Gv 20,21). Subito dopo alitò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi (Gv 20,22-23). Gesù affida ad essi il dono di rimettere i peccati, dono che scaturisce dalle ferite delle sue mani, dei suoi piedi e soprattutto del suo costato trafitto. Di là un’onda di misericordia si riversa sull’intera umanità”.

Attraverso il mistero di questo cuore ferito non cessa di spandersi anche sugli uomini e sulle donne della nostra epoca il flusso ristoratore dell’amore misericordioso di Dio. Chi anela alla felicità autentica e duratura, solo qui ne può trovare il segreto.

Un’onda di Misericordia si riversa sull’intera umanità.

Papa Francesco e il Giubileo

Nella bolla Misericordiae Vultus Papa Francesco ha scritto: “Questo è il momento favorevole per cambiare vita! Questo è il tempo di lasciarsi toccare il cuore. Davanti al male commesso, anche a crimini gravi, è il momento di ascoltare il pianto delle persone innocenti depredate dei beni, della dignità, degli affetti, della stessa vita. Rimanere sulla via del male è solo fonte di illusione e di tristezza. La vera vita è ben altro. Dio non si stanca di tendere la mano. È sempre disposto ad ascoltare, e anch’io lo sono, come i miei fratelli vescovi e sacerdoti. È sufficiente solo accogliere l’invito alla conversione e sottoporsi alla giustizia, mentre la Chiesa offre la misericordia”.

Un Anno Santo straordinario, dunque, per vivere nella vita di ogni giorno la misericordia che da sempre il Padre estende verso di noi. In questo Giubileo lasciamoci sorprendere da Dio. Lui non si stanca mai di spalancare la porta del suo cuore per ripetere che ci ama e vuole condividere con noi la sua vita (MV 25).

Di Alessandro Ginotta

Questo articolo è stato pubblicato anche su:

  • RIVISTA MARIA AUSILIATRICE num. 1/2016

 Cento giorni con Gesù, Alessandro Ginotta, Tau Editrice

Non un libro da leggere con gli occhi, ma un’esperienza da vivere con il cuore.

Al lettore che sfoglierà questo libro basterà scorrere l'indice per rendersi conto che non si tratta del “solito” commento al Vangelo ma di qualcosa di completamente nuovo per approccio, stile, linguaggio e contenuto. Sai cosa vuole Gesù dalla tua vita? Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Perchè la mia preghiera non viene ascoltata? (e perchè non è così). Cento giorni con Gesù è una proposta per aiutarti ad affrontare il futuro in modo migliore, consapevole che nelle difficoltà, ma anche nelle gioie grandi o piccole di ogni giorno, non siamo soli, ma abbiamo al nostro fianco Cristo, che ci sorregge, ci consola, ci perdona, piange con noi e sorride con noi. Perchè vivere bene si può, e con Gesù è meglio!

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