Siamo diversi, ma fratelli e vogliamo vivere in pace

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Papa Francesco ha celebrato la Santa Messa al C.A.R.A. di Castelnuovo di Porto. Dietro agli attentati di Bruxelles ci sono i trafficanti di armi che vogliono il sangue.

Bellissima e molto intensa l’omelia pronunciata interamente a braccio da Papa Francesco, che ha celebrato la Messa in Coena Domini al Centro Accoglienza Richiedenti Asilo di Castelnuovo di Porto, nella periferia nord di Roma. 892 gli ospiti, per la maggior parte musulmani.

Siamo diversi, ma fratelli e vogliamo vivere in pace

Due gesti nel Vangelo

“I gesti – ha esordito Papa Francesco – parlano più delle immagini e delle parole. I gesti … Ci sono, in questa Parola di Dio che abbiamo letto, due gesti: Gesù che serve, che lava i piedi … Lui, che era il capo, lava i piedi agli altri, ai suoi, ai più piccoli”. Un gesto.

Il secondo gesto: Giuda che va dai nemici di Gesù “da quelli che non vogliono la pace con Gesù” a prendere il denaro con il quale lo ha tradito, le 30 monete. Due gesti.

Siamo diversi, ma fratelli e vogliamo vivere in pace

Due gesti in questo tempo

“Anche oggi – ha proseguito il Papa – qui, ci sono due gesti: questo, tutti noi, insieme: musulmani, indù, cattolici, copti, evangelici ma fratelli, figli dello stesso Dio, che vogliamo vivere in pace, integrati”. Un gesto.

Tre giorni fa, un gesto di guerra, di distruzione in una città dell’Europa “di gente che non vuole vivere in pace”. “Ma, dietro a quel gesto – ha commentato Francesco – come dietro a Giuda, c’erano altri”. Dietro a Giuda c’erano quelli che hanno dato il denaro perché Gesù fosse consegnato. Dietro “quel” gesto, ci sono “i fabbricanti, i trafficanti di armi che vogliono il sangue, non la pace; che vogliono la guerra, non la fratellanza”.

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I trafficanti di armi che distruggono la fratellanza

Due gesti, lo stesso: Gesù lava i piedi, Giuda vende Gesù per denaro. “Voi, noi, tutti insieme, diverse religioni, diverse culture, ma figli dello stesso Padre, fratelli”. E là “poveretti quelli, che comprano le armi per distruggere la fratellanza”.

Siamo diversi, ma vogliamo vivere in pace

Oggi “in questo momento, quando io farò lo stesso gesto di Gesù di lavare i piedi a voi dodici, tutti noi stiamo facendo il gesto della fratellanza, e tutti noi diciamo:  – Siamo diversi, siamo differenti, abbiamo differenti culture e religioni, ma siamo fratelli e vogliamo vivere in pace”.

“E questo – ha commentato il Papa – è il gesto che io faccio con voi. Ognuno di noi ha una storia addosso, ognuno di voi ha una storia addosso. Tante croci, tanti dolori; ma anche ha un cuore aperto che vuole la fratellanza”.

Infine l’invito: “Ognuno, nella sua lingua religiosa, preghi il Signore perché questa fratellanza si contagi nel mondo, perché non ci siano le 30 monete per uccidere il fratello, perché sempre ci sia la fratellanza e la bontà. Così sia”.

Siamo diversi, ma fratelli e vogliamo vivere in pace

I doni del Papa

Terminata la Santa Messa il Papa si è trattenuto oltre un’ora e mezza ed ha voluto stringere, uno ad uno, la mano a ciascuno degli ospiti. Nel centro si trovano 557 musulmani, 239 cristiani (copti, cattolici e protestanti), 94 pentecostali e 2 indù.

Accanto al Papa, che stringeva le mani, Mons. Fisichella, che ha consegnato ad ogni ospite una busta bianca con una piccola somma di denaro. In mattinata al CARA erano state consegnate 200 uova di Pasqua, una scacchiera in legno, molti palloni autografati dai giocatori del calcio, ed alcune palle da baseball anch’esse con la firma dei rispettivi campioni di questo sport.

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Le lettere

Da quando si è diffusa la notizia della visita del Santo Padre, gli ospiti del centro si sono incontrati per scrivere lettere e messaggi: “Volevo dire al Papa che i musulmani non sono terroristi. Sono dispiaciuto per quello che è successo in Francia e in Belgio” si legge in una delle tantissime che sono state consegnate a Papa Francesco.

Di Alessandro Ginotta

Questo articolo è stato pubblicato anche su LA VOCE DEL TEMPO

Cento giorni con Gesù, Alessandro Ginotta, Tau Editrice

Non un libro da leggere con gli occhi, ma un’esperienza da vivere con il cuore.

Al lettore che sfoglierà questo libro basterà scorrere l'indice per rendersi conto che non si tratta del “solito” commento al Vangelo ma di qualcosa di completamente nuovo per approccio, stile, linguaggio e contenuto. Sai cosa vuole Gesù dalla tua vita? Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Perchè la mia preghiera non viene ascoltata? (e perchè non è così). Cento giorni con Gesù è una proposta per aiutarti ad affrontare il futuro in modo migliore, consapevole che nelle difficoltà, ma anche nelle gioie grandi o piccole di ogni giorno, non siamo soli, ma abbiamo al nostro fianco Cristo, che ci sorregge, ci consola, ci perdona, piange con noi e sorride con noi. Perchè vivere bene si può, e con Gesù è meglio!

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