Se anche per te è difficile rientrare dalle ferie, questo ti potrebbe aiutare: ecco come scendere dal monte

Se anche per te è difficile rientrare dalle ferie: ecco come scendere dal monte

Download PDF

La Trasfigurazione. Un brano emblematico. Forse uno degli episodi più belli raccontati nei Vangeli. In questa meraviglia di sintesi, poche righe, è condensata la nostra essenza di cristiani. Un messaggio così breve, ma così splendidamente intenso, pieno di immagini, un sogno… la gioia… un’anticipazione della pace del Paradiso… udire le parole di Dio… poi il risveglio… scrollarsi, scuotersi… suvvia… scendiamo dal monte… è ora di tornare sulla terra e compiere la nostra missione.

Noi siamo abituati a leggere la Trasfigurazione sui Vangeli, ma io vorrei introdurre la mia riflessione facendoci raccontare l’esperienza della Trasfigurazione da un testimone oculare, San Pietro, che nella sua seconda lettera scrive così:

Carissimi, vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza. Egli infatti ricevette onore e gloria da Dio Padre, quando giunse a lui questa voce dalla maestosa gloria: «Questi è il Figlio mio, l’amato, nel quale ho posto il mio compiacimento». Questa voce noi l’abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte. E abbiamo anche, solidissima, la parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del mattino. (2Pt 1,16-19)

Gv 12,44-50

Leggendo l’episodio della Trasfigurazione noi troviamo davvero tutto quello che ci serve: ci sono Mosè ed Elia: la legge ed i profeti. Insieme rappresentano l’Antico Testamento. La presenza di Mosè ed Elia sul monte ci ricorda, se ancora ce ne fosse bisogno, che è proprio Gesù il Messia annunciato nelle Scritture. Ce lo dice anche Dio, che parla qui, come nell’episodio del Battesimo sul Giordano: Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». (Mc 9,7)

L’Antico Testamento è compiuto. Gesù, il Salvatore, il Figlio di Dio, è venuto sulla terra. E’ venuto per tutti noi, ma non tutti siamo in grado di riconoscerlo, così come non tutti i discepoli salgono sul monte, ma solo Pietro, Giacomo e Giovanni, i tre apostoli che accompagnano Gesù nei momenti più intimi, come la resurrezione della figlia di Giairo (Mc 5,37) e l’Agonia sul Getsemani (Mt 26,37). Pochi eletti possono pregustare almeno in parte la Gloria di Gesù nei cieli, quella che illuminerà il volto dei giusti in Paradiso. La Trasfigurazione ci offre un anticipo della venuta gloriosa di Cristo il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso (Fil 3,21).

Lo splendore di Cristo ci illumina. Gesù ce lo aveva preannunciato: Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo (Gv 1,47-51). E ancora: Vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell’uomo venire nel suo Regno (Mt 16, 28). Pietro, Giacomo e Giovanni sono i fortunati. Loro possono vedere il volto autentico di Gesù, così come sarà in Paradiso.

Che bella visione! Un po’ possiamo pregustare anche noi questa bellissima immagine. Se chiudiamo gli occhi e liberiamo la nostra mente, se lasciamo che siano gli occhi del cuore a leggere queste righe del Vangelo, possiamo immaginarci, almeno per un istante, lo splendore di Gesù! Proviamo a farlo? Socchiudiamo gli occhi e concentriamoci su queste figure che si stagliano sul monte: Gesù, Elia e Mosè. Vedete la luce? Le candide vesti di Gesù? Scorgete il suo volto? Illuminato e splendente, così come in piccola parte risplendeva anche il volto di Mosè al cospetto del Signore? Sì, perchè contemplando questa scena, con il nostro cuore, possiamo anche noi, nel nostro piccolo, essere illuminati dallo splendore di Gesù e, se saremo attenti, e nella giusta disposizione d’animo, potremo portare con noi un po’ di quella luce!

E’ così bello questo momento che Pietro non vorrebbe più andare via: Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia. (Mc 9,5). Non è però ancora il momento di riposare, ci sono ancora molte cose da fare prima. La Trasfigurazione ci offre un anticipo della venuta gloriosa di Cristo il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso (Fil 3,21). Ma ci ricorda anche che è necessario attraversare molte tribolazioni per entrare nel Regno di Dio (At 14,22).

Così Gesù, dopo aver concesso questa anticipazione della Gloria divina, invita i suoi discepoli a scendere dal monte: Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risuscitato dai morti. Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti. (Mc 9,9-10).

Gesù in questo episodio “ricarica le batterie” dei discepoli. Mostra loro la Gloria dei cieli, per dare loro la forza di superare i difficili eventi che seguiranno questo episodio. Anche noi possiamo “ricaricarci” leggendo questo brano. Meditiamolo alcuni minuti prima di scendere dal monte ed affrontare, rafforzati e rigenerati, la vita quotidiana. Supereremo meglio le nostre difficoltà dopo esserci un po’ anche noi “trasfigurati” dal contatto intimo con Gesù.

Gesù, concedi anche a noi di vedere la tua Gloria, illuminaci con la luce del tuo splendente Volto, indicaci la strada per discendere dal monte ed affrontare meglio le nostre difficoltà quotidiane! Lo faremo con la consapevolezza che non siamo soli, lo faremo con la consapevolezza che Tu sei al nostro fianco, lo faremo con la certezza che, al termine della nostra vita, non sarà finito tutto, ma ci sarai Tu, ad accoglierci.

Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda! (Mt 13,43)

Se anche per te è difficile rientrare dalle ferie, questo ti potrebbe aiutare: ecco come scendere dal monteIl dipinto di oggi è: “La Trasfigurazione  di Cristo” del pittore italiano Giovanni Bellini, 1480 olio su pannello, 116 × 154 cm, Museo di Capodimonte, Napoli

Alessandro Ginotta

Cento giorni con Gesù, Alessandro Ginotta, Tau Editrice

Non un libro da leggere con gli occhi, ma un’esperienza da vivere con il cuore.

Al lettore che sfoglierà questo libro basterà scorrere l'indice per rendersi conto che non si tratta del “solito” commento al Vangelo ma di qualcosa di completamente nuovo per approccio, stile, linguaggio e contenuto. Sai cosa vuole Gesù dalla tua vita? Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Perchè la mia preghiera non viene ascoltata? (e perchè non è così). Cento giorni con Gesù è una proposta per aiutarti ad affrontare il futuro in modo migliore, consapevole che nelle difficoltà, ma anche nelle gioie grandi o piccole di ogni giorno, non siamo soli, ma abbiamo al nostro fianco Cristo, che ci sorregge, ci consola, ci perdona, piange con noi e sorride con noi. Perchè vivere bene si può, e con Gesù è meglio!

Vuoi invitarmi nella tua parrocchia?

Alessandro Ginotta
E’ sempre molto bello incontrare gente, poter spezzare la Parola con una lectio, oppure affrontare un tema di attualità alla luce del Vangelo… Parteciperò molto volentieri ed a titolo completamente gratuito ad incontri in Torino e prima cintura. Per trasferimenti più lunghi parliamone:
alessandro.ginotta@labuonaparola.it

Puoi contattarmi così:

Potresti aiutarmi con una piccola donazione?

Perchè donare? Perchè il blog La buona Parola non é finanziato da alcuna istituzione, né ecclesiale né governativa, ma sopravvive soltanto grazie alle donazioni dei lettori. Perciò ho bisogno anche del tuo aiuto per coprire i costi del server, dei servizi e delle attività che svolgo.
Grazie, grazie di cuore!