Non si va in paradiso in carrozza

Non si va in Paradiso in carrozza

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La Quaresima è un cammino impegnativo, ma pieno di speranza. L’Udienza Generale del mercoledì delle Ceneri.

“Cristo ci precede con il suo esodo, e noi attraversiamo il deserto grazie a Lui e dietro di Lui. Lui è tentato per noi, e ha vinto il Tentatore per noi, ma anche noi dobbiamo con Lui affrontare le tentazioni e superarle”. Così Papa Francesco all’Udienza Generale di oggi, primo marzo, inizio di Quaresima, prima tappa di un cammino di speranza. Sì perchè “Gesù ci dona l’acqua viva del suo Spirito, e a noi spetta attingere alla sua fonte e bere, nei Sacramenti, nella preghiera, nell’adorazione; Lui è la luce che vince le tenebre, e a noi è chiesto di alimentare la piccola fiamma che ci è stata affidata nel giorno del nostro Battesimo”.

Tempo di speranza

La Quaresima è un cammino verso Gesù Risorto, è un periodo di penitenza, anche di mortificazione, ma non fine a sé stesso, bensì finalizzato a farci risorgere con Cristo, a rinnovare la nostra identità battesimale, cioè a rinascere nuovamente “dall’alto”, dall’amore di Dio (cfr Gv 3,3). Ecco perché la Quaresima è, per sua natura, tempo di speranza:possiamo immaginare il Signore Risorto che ci chiama ad uscire dalle nostre tenebre, e noi ci mettiamo in cammino verso di Lui, che è la Luce”.

Non si va in paradiso in carrozza
Quarant’anni nel deserto

Per meglio comprendere questo aspetto il Papa ha ricordato l’esperienza degli Israeliti dall’Egitto, raccontata nel libro dell’Esodo. Il punto di partenza è la condizione di schiavitù, l’oppressione, i lavori forzati. “Ma il Signore non ha dimenticato il suo popolo e la sua promessa: chiama Mosè e, con braccio potente, fa uscire gli israeliti dall’Egitto e li guida attraverso il deserto verso la Terra della libertà”. La Scrittura mostra che l’esodo è lungo e travagliato: simbolicamente dura 40 anni, cioè il tempo di vita di una generazione. Una generazione che, di fronte alle prove del cammino “è sempre tentata di rimpiangere l’Egitto e di tornare indietro”.

“Anche tutti noi – ha proseguito – conosciamo la tentazione di tornare indietro, tutti. Ma il Signore rimane fedele e quella povera gente, guidata da Mosè, arriva alla Terra promessa. Tutto questo cammino è compiuto nella speranza: la speranza di raggiungere la Terra, e proprio in questo senso è un “esodo”, un’uscita dalla schiavitù alla libertà”. E questi quaranta giorni sono anche per tutti noi un’uscita dalla schiavitù, dal peccato, alla libertà, all’incontro con il Cristo Risorto. “Ogni passo, ogni fatica, ogni prova, ogni caduta e ogni ripresa, tutto ha senso solo all’interno del disegno di salvezza di Dio, che vuole per il suo popolo la vita e non la morte, la gioia e non il dolore”.

Non si va in paradiso in carrozza
Non andiamo in Paradiso in carrozza…

La Pasqua di Gesù è “il suo esodo”, con il quale Egli “ci ha aperto la via per giungere alla vita piena, eterna e beata”. Per aprire questa via, questo passaggio, Gesù ha dovuto spogliarsi della sua gloria, umiliarsi, farsi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Aprirci la strada alla vita eterna gli è costato tutto il suo sangue, e grazie a Lui noi siamo salvati dalla schiavitù del peccato. Ma questo non vuol dire che Lui ha fatto tutto e noi non dobbiamo fare nulla, che Lui è passato attraverso la croce e noi “andiamo in paradiso in carrozza”. Non è così. La nostra salvezza è certamente dono suo, ma, poiché è una storia d’amore, richiede il nostro “sì” e la nostra partecipazione al suo amore, come ci dimostra la nostra Madre Maria e dopo di lei tutti i santi.

Non si va in paradiso in carrozza
Una speranza forte

La Quaresima è segno sacramentale del nostro cammino dalla schiavitù alla libertà, sempre da rinnovare. Un cammino certo impegnativo, come è giusto che sia, perché l’amore è impegnativo, ma un cammino pieno di speranza. “L’esodo quaresimale – ha commentato Francesco – è il cammino in cui la speranza stessa si forma”. La fatica di attraversare il deserto “tutte le prove, le tentazioni, le illusioni, i miraggi…”,  tutto questo vale a forgiare una speranza forte, salda, sul modello di quella della Vergine Maria, che “in mezzo alle tenebre della passione e della morte del suo Figlio continuò a credere e a sperare nella sua risurrezione, nella vittoria dell’amore di Dio”.

“Col cuore aperto a questo orizzonte – ha concluso il Papa – entriamo oggi nella Quaresima. Sentendoci parte del popolo santo di Dio, iniziamo con gioia questo cammino di speranza. Oggi, Mercoledì delle Ceneri, il Signore vi indica il cammino di speranza da seguire. Lo Spirito Santo vi guidi a compiere un vero cammino di conversione, per riscoprire il dono della Parola di Dio, essere purificati dal peccato e servire Cristo presente nei fratelli”.

Alessandro Ginotta

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