La gioia di portare agli altri Cristo e la sua misericordia

La gioia di portare agli altri Cristo e la sua misericordia

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Si è tenuta oggi in Piazza San Pietro la prima delle Udienze Giubilari: Tutti noi abbiamo un secondo nome di battesimo, Cristoforo, siamo tutti “portatori di Cristo”. La commozione del Papa per la sua collaboratrice mancata ieri.

“Come cristiani abbiamo la responsabilità di essere missionari del Vangelo. Vivere di misericordia ci rende missionari della misericordia, ed essere missionari ci permette di crescere sempre più nella misericordia di Dio”. Così Papa Francesco durante la prima delle catechesi straordinarie per il Giubileo.

“Entriamo giorno dopo giorno nel vivo dell’Anno Santo della Misericordia. Con la sua grazia, il Signore guida i nostri passi mentre attraversiamo la Porta Santa e ci viene incontro per rimanere sempre con noi, nonostante le nostre mancanze e le nostre contraddizioni. Non stanchiamoci mai di sentire il bisogno del suo perdono, perché quando siamo deboli la sua vicinanza ci rende forti e ci permette di vivere con maggiore gioia la nostra fede”.

La gioia di portare agli altri Cristo e la sua misericordia

Siamo tutti missionari della misericordia

Con le parole di San Giovanni Paolo II, Papa Francesco ha ricordato lo stretto legame che intercorre tra la misericordia e la missione: “La Chiesa vive una vita autentica, quando professa e proclama la misericordia e quando accosta gli uomini alle fonti della misericordia” (Enc. Dives in misericordia, 13). “Quando riceviamo una bella notizia, o quando viviamo una bella esperienza – ha commentato Francesco – è naturale che sentiamo l’esigenza di parteciparla anche agli altri. Sentiamo dentro noi che non possiamo trattenere la gioia che ci è stata donata: vogliamo estenderla. La gioia suscitata è tale che ci spinge a comunicarla”.

Il segno concreto che abbiamo davvero incontrato Gesù è “la gioia che proviamo nel comunicarlo anche agli altri”. E questo non è “fare proselitismo”, questo è “fare un dono”: “io ti do quello che mi dà gioia”.

La gioia di portare agli altri Cristo e la sua misericordia

Ogni cristiano è un Cristoforo

Leggendo il Vangelo vediamo che questa è stata l’esperienza dei primi discepoli: dopo il primo incontro con Gesù, Andrea andò a dirlo subito a suo fratello Pietro (cfr Gv 1,40-42), e la stessa cosa fece Filippo con Natanaele (cfr Gv 1,45-46). Incontrare Gesù equivale a “incontrarsi con il suo amore”. Questo amore “ci trasforma e ci rende capaci di trasmettere ad altri la forza che ci dona”. In qualche modo potremmo dire che dal giorno del Battesimo viene dato a ciascuno di noi “un nuovo nome in aggiunta a quello che già danno mamma e papà”, e questo nome è “Cristoforo”: tutti siamo “Cristofori”. Cosa significa? “Portatori di Cristo”. E’ il nome del nostro atteggiamento, un atteggiamento di portatori della gioia di Cristo, della misericordia di Cristo. “Ogni cristiano è un Cristoforo, cioè un portatore di Cristo!”.

“Prendiamo sul serio il nostro essere cristiani – ha esortato Papa Francesco – e impegniamoci a vivere da credenti, perché solo così il Vangelo può toccare il cuore delle persone e aprirlo a ricevere la grazia dell’amore, a ricevere questa grande misericordia di Dio che accoglie tutti”.

La gioia di portare agli altri Cristo e la sua misericordia

Oggi il Papa è un po’ triste

Al termine dell’Udienza il Papa, con lo sguardo visibilmente commosso, ha pronunciato queste parole: “Qualcuno di voi si è domandato come è la casa del Papa, dove abita il Papa. Il Papa abita qui dietro, a Casa Santa Marta. E’ una casa grande, dove abitano una quarantina di sacerdoti e alcuni vescovi che con me lavorano in Curia, e ci sono anche ospiti di passaggio: Cardinali, Vescovi, laici che vengono a Roma per gli incontri nei Dicasteri, e queste cose… E c’è un gruppo di uomini e donne, che portano avanti i lavori della casa, sia nei lavori della pulizia, nella cucina, nella sala da pranzo”. E questo gruppo di uomini e donne “sono parte della nostra famiglia”, formano una famiglia: “non sono dipendenti lontani, perché noi li consideriamo come parte della nostra famiglia”.

“E vorrei dirvi – ha proseguito Francesco – che oggi il Papa è un po’ triste perché ieri è mancata una signora che ci aiuta tanto, da anni … Anche suo marito lavora qui, con noi, in questa casa. Dopo una lunga malattia, il Signore l’ha chiamata a sé. Si chiama Elvira. E io vi invito, oggi, a fare due opere di misericordia: pregare per i defunti e consolare gli afflitti. E vi invito a pregare un’Ave Maria per la pace eterna e la gioia eterna della signora Elvira, e perché il Signore consoli suo marito e i suoi figli”.

La festa di San Giovanni Bosco

Come sempre il pensiero del Papa è andato ai giovani, agli ammalati ed agli sposi novelli: “Domani ricorderemo san Giovanni Bosco, apostolo della gioventù. Guardate a lui, cari giovani, come all’educatore esemplare. Voi, cari ammalati, apprendete dalla sua esperienza spirituale a confidare sempre in Cristo crocifisso. E voi, cari sposi novelli, ricorrete alla sua intercessione per assumere con impegno generoso la vostra missione coniugale”.

Di Alessandro Ginotta

Cento giorni con Gesù, Alessandro Ginotta, Tau Editrice

Non un libro da leggere con gli occhi, ma un’esperienza da vivere con il cuore.

Al lettore che sfoglierà questo libro basterà scorrere l'indice per rendersi conto che non si tratta del “solito” commento al Vangelo ma di qualcosa di completamente nuovo per approccio, stile, linguaggio e contenuto. Sai cosa vuole Gesù dalla tua vita? Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Perchè la mia preghiera non viene ascoltata? (e perchè non è così). Cento giorni con Gesù è una proposta per aiutarti ad affrontare il futuro in modo migliore, consapevole che nelle difficoltà, ma anche nelle gioie grandi o piccole di ogni giorno, non siamo soli, ma abbiamo al nostro fianco Cristo, che ci sorregge, ci consola, ci perdona, piange con noi e sorride con noi. Perchè vivere bene si può, e con Gesù è meglio!

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Alessandro Ginotta
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