Il Vescovo vestito di bianco al cospetto di Maria

Il Vescovo vestito di bianco al cospetto di Maria

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Un lungo silenzio orante. Così è iniziato il pellegrinaggio di Papa Francesco a Fatima. E la suggestiva preghiera del Rosario a Cova da Iria.

Il Santo Padre è giunto in serata alla Cappella delle Apparizioni dove è rimasto per dieci lunghi minuti in raccoglimento. Attorno a lui, il silenzio di tutta la spianata. Centinaia di migliaia di persone accorse per salutarlo, le stesse persone che poco prima avevano accolto il passaggio della papamobile con grida festose e lanci di petali di rose, tutte quante hanno accompagnato la preghiera silenziosa di Francesco in un’atmosfera surreale.

Il Vescovo vestito di bianco si è presentato così davanti a quell’immagine della Madre di Dio che ha custodito tanti segreti. Davanti a quella statua nella cui corona è ancora incastonato il proiettile che alle ore 17 e 17 del 13 maggio 1981 ferì San Giovanni Paolo II. Ma l’atmosfera si è fatta ancora più intensa alcune ore dopo, durante la benedizione delle Candele. Una spiritualità densa, palpabile. Centinaia di migliaia di luci, forse un milione, brillavano di preghiera nella spianata di Cova da Iria, dove esattamente cento anni fa tre bambini assistettero all’apparizione della Beatissima Vergine Maria. E proprio in questa piazza tra poche ore, due di quei bambini verranno proclamati santi.

“Grazie per avermi accolto fra voi – è il saluto del Papa – ed esservi uniti a me in questo pellegrinaggio vissuto nella speranza e nella pace”. Quello a Fatima infatti, come anticipato anche durante il volo di andata, non è un normale Viaggio Apostolico, ma un autentico Pellegrinaggio: “un viaggio di preghiera, di incontro con il Signore e con la Santa Madre di Dio”.

Il Vescovo vestito di bianco al cospetto di Maria
L’abbraccio inclusivo di Maria

Francesco ha poi invocato, tramite Maria, la benedizione del Signore su “ciascuno dei diseredati e infelici ai quali è stato rubato il presente, su ciascuno degli esclusi e abbandonati ai quali viene negato il futuro, su ciascuno degli orfani e vittime di ingiustizia ai quali non è permesso avere un passato”.

Non è una santina

“Pellegrini con Maria… Quale Maria? – ha domandato il Papa – Una Maestra di vita spirituale, la prima che ha seguito Cristo lungo la ‘via stretta’ della croce donandoci l’esempio, o invece una Signora ‘irraggiungibile’ e quindi inimitabile? La ‘Benedetta per avere creduto’ sempre e in ogni circostanza alle parole divine (cfr Lc 1,42.45), o invece una ‘Santina’ alla quale si ricorre per ricevere dei favori a basso costo? La Vergine Maria del Vangelo, venerata dalla Chiesa orante, o invece una Maria abbozzata da sensibilità soggettive che La vedono tener fermo il braccio giustiziere di Dio pronto a punire: una Maria migliore del Cristo, visto come Giudice spietato; più misericordiosa dell’Agnello immolato per noi?”

“Grande ingiustizia – ha proseguito – si commette contro Dio e la sua grazia, quando si afferma in primo luogo che i peccati sono puniti dal suo giudizio, senza anteporre – come manifesta il Vangelo – che sono perdonati dalla sua misericordia! Dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio e, comunque, il giudizio di Dio sarà sempre fatto alla luce della sua misericordia”.

Il Vescovo vestito di bianco al cospetto di Maria
Mettiamo da parte ogni forma di paura e timore

Ovviamente la misericordia di Dio non nega la giustizia, perché Gesù ha preso su di Sé le conseguenze del nostro peccato insieme al dovuto castigo: “Egli non negò il peccato, ma ha pagato per noi sulla Croce”. E così, nella fede che ci unisce alla Croce di Cristo, siamo liberi dai nostri peccati; “mettiamo da parte ogni forma di paura e timore – ha aggiunto – perché non si addice a chi è amato (cfr 1 Gv 4,18)”.

Poi, citando l’Evangelii Gaudium, ha aggiunto: “Ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto. In Lei vediamo che l’umiltà e la tenerezza non sono virtù dei deboli ma dei forti, che non hanno bisogno di maltrattare gli altri per sentirsi importanti. […] Questa dinamica di giustizia e di tenerezza, di contemplazione e di cammino verso gli altri, è ciò che fa di Lei un modello ecclesiale per l’evangelizzazione” (Esort. ap. Evangelii gaudium, 288).

Il Vescovo vestito di bianco al cospetto di Maria
Sotto al Manto di Maria

“Presi per mano della Vergine Madre e sotto il suo sguardo – ha concluso – possiamo cantare con gioia le misericordie del Signore. Possiamo dire: La mia anima canta per Te, Signore! La misericordia, che ha avuto verso tutti i tuoi santi e verso l’intero popolo fedele, è arrivata anche a me. A causa dell’orgoglio del mio cuore, ho vissuto distratto dietro le mie ambizioni e i miei interessi, senza riuscire però a occupare alcun trono, o Signore! L’unica possibilità di esaltazione che ho è questa: che la tua Madre mi prenda in braccio, mi copra con il suo mantello e mi collochi accanto al tuo Cuore. E così sia”.

Alessandro Ginotta

Cento giorni con Gesù, Alessandro Ginotta, Tau Editrice

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