Il Papa denuncia la piaga del narcotraffico. Ma la Chiesa e il Messico ce la faranno

Il Papa denuncia la piaga del narcotraffico. Ma la Chiesa e il Messico ce la faranno

Download PDF

Narcotraffico, corruzione, violenza. Il Papa affronta a viso aperto i problemi del Paese in due appassionati discorsi davanti alla Società Civile ed ai Vescovi.

“Oggi vengo come missionario di misericordia e di pace, ma anche come un figlio che vuole rendere omaggio a sua madre, la Vergine di Guadalupe e lasciarsi guardare da lei”. Con queste Parole Papa Francesco ha salutato il Presidente Enrique Peña Nieto e le autorità messicane.

Nel suo discorso Francesco ha evidenziato i pregi del Messico: il territorio ricco di risorse naturali, il valore umano dei giovani… ma non ha neppure taciuto i problemi: corruzione, narcotraffico, l’esclusione delle culture diverse, la violenza e persino per il traffico di persone, i sequestri.

Il Papa denuncia la piaga del narcotraffico. Ma la Chiesa e il Messico ce la faranno

Un impegno comune contro la cultura dello scarto

Occorre un accordo tra le forze politiche e sociali per fermare la cultura dello scarto. Il Papa ha anche offerto “la collaborazione della Chiesa Cattolica”, che rinnova il suo impegno e la sua volontà di “porsi al servizio della nobile causa dell’edificazione della civiltà dell’amore”.

L’incontro con i Vescovi in Cattedrale

Papa Francesco è tornato sul tema del narcotraffico in un intenso discorso pronunciato davanti ai Vescovi raccolti nella Cattedrale: “Siate Vescovi di sguardo limpido, di anima trasparente, di volto luminoso. Non abbiate paura della trasparenza”. La Chiesa “non ha bisogno dell’oscurità per lavorare”. “Vigilate affinché i vostri sguardi non si coprano con le penombre della nebbia della mondanità; non lasciatevi corrompere dal volgare materialismo né dalle illusioni seduttrici degli accordi sottobanco; non riponete la vostra fiducia nei carri e cavalli dei faraoni attuali, perché la nostra forza è la colonna di fuoco che rompe dividendole in due le acque del mare, senza fare grande rumore.” (cfr Es 14,24-25).

Niente intrighi e maldicenze

“Nei vostri sguardi – ha proseguito Francesco – il Popolo messicano ha il diritto di trovare le tracce di quelli che hanno visto il Signore (cfr Gv 20,25), di quelli che sono stati con Dio. Questo è l’essenziale. Non perdete, dunque, tempo ed energie nelle cose secondarie, nelle chiacchiere e negli intrighi, nei vani progetti di carriera, nei vuoti piani di egemonia, negli sterili club di interessi o di consorterie. Non lasciatevi fermare dalle mormorazioni e dalle maldicenze. Introducete i vostri sacerdoti in questa comprensione del ministero sacro”.

Il Papa denuncia la piaga del narcotraffico. Ma la Chiesa e il Messico ce la faranno

Non sottovalutare il narcotraffico

“Vi prego, per favore, di non sottovalutare la sfida etica e anti-civica che il narcotraffico rappresenta per la gioventù e per l’intera società messicana, compresa la Chiesa”. Il Papa è perentorio: “Le proporzioni del fenomeno, la complessità delle sue cause, l’immensità della sua estensione come metastasi che divora, la gravità della violenza che disgrega e delle sue sconvolte connessioni, non permettono a noi, Pastori della Chiesa, di rifugiarci in condanne generiche”.

Le mani macchiate di sangue

Occorre “avvicinarsi alle periferie umane ed esistenziali dei territori desolati delle nostre città”; coinvolgere “le comunità parrocchiali, le scuole, le istituzioni comunitarie, la comunità politica, le strutture di sicurezza”; solo così si potrà “liberare totalmente dalle acque in cui purtroppo annegano tante vite, sia la vita di chi muore come vittima, sia quella di chi davanti a Dio avrà sempre le mani macchiate di sangue, per quanto abbia il portafoglio pieno di denaro sporco e la coscienza anestetizzata”.

Non dare vecchie risposte a nuove domande

“Vi prego – ha proseguito Francesco – di non cadere nella paralisi di dare vecchie risposte alle nuove domande. Il vostro passato è un pozzo di ricchezze da scavare, che può ispirare il presente e illuminare il futuro. Guai a voi se dormite sugli allori! Occorre non disperdere l’eredità ricevuta custodendola con un lavoro costante. Siete seduti sulle spalle di giganti: vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici fedeli sino alla fine, che hanno dato la vita affinché la Chiesa potesse compiere la propria missione”. Dall’alto di tale podio “siete chiamati a gettare uno sguardo ampio sul campo del Signore per programmare la semina e aspettare il raccolto”.

Il Papa denuncia la piaga del narcotraffico. Ma la Chiesa e il Messico ce la faranno

Una Chiesa capace di proteggere

Solo una Chiesa “capace di proteggere il volto degli uomini che vanno a bussare alla sua porta è capace di parlare loro di Dio”. Se non “decifriamo le loro sofferenze”, se non “ci accorgiamo dei loro bisogni, nulla potremo offrire”. “La ricchezza che abbiamo scorre solamente quando incontriamo la pochezza di coloro che vanno elemosinando, e proprio tale incontro si realizza nel nostro cuore di Pastori”.

Conservare la comunione e l’unità

“Con la più viva insistenza – ha aggiunto a braccio Papa Francesco – vi esorto a conservare la comunione e l’unità tra di voi. Questo è essenziale fratelli”. “Se dovete litigare, litigate. Se dovete dirvi le cose, ditevele. Però da uomini, in faccia! E come uomini di Dio, che poi vanno a pregare insieme … e che se hanno superato i limiti a chiedersi perdono. Però mantenete l’unità del corpo episcopale. Comunione e unità tra di voi”.

Il Papa denuncia la piaga del narcotraffico. Ma la Chiesa e il Messico ce la faranno

Il problema delle migrazioni

La comunione va ricercata anche con i Vescovi statunitensi. Sono milioni “i figli della Chiesa che oggi vivono nella diaspora o in transito peregrinando verso il nord in cerca di nuove opportunità”. Molti di loro lasciano alle spalle le proprie radici. Tante famiglie si dividono; e non sempre l’integrazione nella presunta “terra promessa” è così facile come si pensa. La sfida, è testimoniate uniti, Vescovi messicani e statunitensi, che la Chiesa è “custode di una visione unitaria dell’uomo” e non può accettare che sia ridotto “a una mera risorsa umana”.

La fiducia nella Vergine Morenita

“Cari fratelli – ha concluso Francesco – il Papa è sicuro che il Messico e la sua Chiesa arriveranno in tempo all’appuntamento con sé stessi, con la storia, con Dio. Talvolta qualche pietra sulla strada rallenta la marcia e la fatica del tragitto richiederà qualche sosta, ma mai al punto da far perdere la meta”. Infatti “può forse arrivare tardi chi ha una Madre che lo aspetta?” Chi continuamente può sentire risuonare nel proprio cuore: “Non ci sono qui io, io, che sono tua Madre?”.

Di Alessandro Ginotta

Cento giorni con Gesù, Alessandro Ginotta, Tau Editrice

Non un libro da leggere con gli occhi, ma un’esperienza da vivere con il cuore.

Al lettore che sfoglierà questo libro basterà scorrere l'indice per rendersi conto che non si tratta del “solito” commento al Vangelo ma di qualcosa di completamente nuovo per approccio, stile, linguaggio e contenuto. Sai cosa vuole Gesù dalla tua vita? Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Perchè la mia preghiera non viene ascoltata? (e perchè non è così). Cento giorni con Gesù è una proposta per aiutarti ad affrontare il futuro in modo migliore, consapevole che nelle difficoltà, ma anche nelle gioie grandi o piccole di ogni giorno, non siamo soli, ma abbiamo al nostro fianco Cristo, che ci sorregge, ci consola, ci perdona, piange con noi e sorride con noi. Perchè vivere bene si può, e con Gesù è meglio!

Vuoi invitarmi nella tua parrocchia?

Alessandro Ginotta
E’ sempre molto bello incontrare gente, poter spezzare la Parola con una lectio, oppure affrontare un tema di attualità alla luce del Vangelo… Parteciperò molto volentieri ed a titolo completamente gratuito ad incontri in Torino e prima cintura. Per trasferimenti più lunghi parliamone:
alessandro.ginotta@labuonaparola.it

Puoi contattarmi così:

Potresti aiutarmi con una piccola donazione?

Perchè donare? Perchè il blog La buona Parola non é finanziato da alcuna istituzione, né ecclesiale né governativa, ma sopravvive soltanto grazie alle donazioni dei lettori. Perciò ho bisogno anche del tuo aiuto per coprire i costi del server, dei servizi e delle attività che svolgo.
Grazie, grazie di cuore!