I cuori dei violenti sono accecati dall’odio. Il Signore li converta.

I cuori dei violenti sono accecati dall’odio. Il Signore li converta.

Download PDF

All’Angelus il dolore e la preghiera del Papa per gli attentati che hanno insanguinato Dacca e Baghdad. Atti barbari: offese contro Dio e contro l’umanità. E nell’intervista a La Nacion parla del Papa Emerito Benedetto XVI e del suo stato di salute.

“Esprimo la mia vicinanza ai famigliari delle vittime e dei feriti dell’attentato avvenuto ieri a Dacca, e anche di quello avvenuto a Baghdad”. Triste e visibilmente commosso, Papa Francesco, affacciato alla finestra dell’Angelus, ha chiesto preghiere per le vittime degli attentati di Dacca e di Baghdad: “Preghiamo insieme per loro, per i defunti e chiediamo al Signore di convertire il cuore dei violenti accecati dall’odio. Ave Maria…”.

Nella giornata di ieri il Santo Padre aveva inviato alla Diocesi di Dacca un messaggio tramite il Segretario di Stato Cardinale Pietro Parolin: “profondamente rattristato dalla violenza insensata perpetrata contro vittime innocenti a Dacca” il Papa ha espresso le sue condoglianze ed ha condannato “questi atti barbari come offese contro Dio e contro l’umanità”.

Anche noi siamo missionari

Commentando il brano odierno del Vangelo di Luca (vv. 1-12.17-20), la missione dei settantadue discepoli, Francesco ci fa capire quanto sia necessario invocare Dio, “il signore della messe, perché mandi operai per la sua messe”. Gli “operai” di cui parla Gesù sono i missionari del Regno di Dio. Il loro compito è annunciare un messaggio di salvezza rivolto a tutti. I missionari annunziano sempre un messaggio di salvezza a tutti; non solo i missionari che vanno lontano, “anche noi – ha commentato – missionari cristiani, che diciamo una buona parola di salvezza. E questo è il dono che ci dà Gesù con lo Spirito Santo”.

“E’ vicino a voi il Regno di Dio” è questa la Buona Notizia che gli “operai” devono portare a tutti: un messaggio di speranza e di consolazione, di pace e di carità. Gesù, quando manda i discepoli davanti a sé nei villaggi, raccomanda loro: “Prima dite: Pace a questa casa! […] Guarite i malati che vi si trovano” (vv. 5.9). Tutto questo significa che il Regno di Dio si costruisce “giorno per giorno” e offre “già su questa terra” i suoi frutti di conversione, di purificazione, di amore e di consolazione tra gli uomini. “È una cosa bella! Costruire giorno per giorno questo Regno di Dio che si va facendo. Non distruggere, costruire!”.

I cuori dei violenti sono accecati dall’odio. Il Signore li converta.
Ma la missione è ostacolata dal maligno

Con quale spirito il discepolo di Gesù dovrà svolgere questa missione? Anzitutto dovrà essere consapevole della realtà difficile e talvolta ostile che lo attende. Gesù non risparmia parole su questo: “Vi mando come agnelli in mezzo a lupi” (v. 3). Chiarissimo. “L’ostilità – ha osservato il Pontefice – è sempre all’inizio delle persecuzioni dei cristiani; perché Gesù sa che la missione è ostacolata dall’opera del maligno”. Per questo, l’operaio del Vangelo si sforzerà di essere libero da condizionamenti umani di ogni genere: “non portando borsa, né sacca, né sandali, come ha raccomandato Gesù, per fare affidamento soltanto sulla potenza della Croce di Cristo”. Questo significa abbandonare ogni motivo di vanto personale, di carrierismo o fame di potere, e farsi “umilmente strumenti della salvezza operata dal sacrificio di Gesù”.

Tornare pieni di gioia

Quella del cristiano nel mondo “è una missione stupenda”, una missione di servizio, destinata a tutti, nessuno escluso: “essa richiede tanta generosità e soprattutto lo sguardo e il cuore rivolti in alto, per invocare l’aiuto del Signore”.

“C’è tanto bisogno di cristiani – ha proseguito – che testimoniano con gioia il Vangelo nella vita di ogni giorno”. I discepoli, inviati da Gesù, “tornarono pieni di gioia” (v. 17). “Quando noi facciamo questo, il cuore si riempie di gioia”.

La Chiesa gioisce quando i suoi figli ricevono la Buona Notizia grazie alla dedizione di tanti uomini e donne che quotidianamente annunciano il Vangelo: “sacerdoti – quei bravi parroci che tutti conosciamo -, suore, consacrate, missionarie, missionari… E mi domando – sentite la domanda -: quanti di voi giovani che adesso siete presenti oggi nella piazza, sentono la chiamata del Signore a seguirlo? Non abbiate paura! Siate coraggiosi e portare agli altri questa fiaccola dello zelo apostolico che ci è stata data da questi esemplari discepoli”.

E alla Vergine Maria Francesco ha affidato la preghiera “perché non manchino mai alla Chiesa cuori generosi, che lavorino per portare a tutti l’amore e la tenerezza del Padre celeste”.

I cuori dei violenti sono accecati dall’odio. Il Signore li converta.
L’intervista a La Nacion

In mattinata è uscita anche un’intervista che Papa Francesco ha concesso nei giorni scorsi al quotidiano argentino La Nacion. Nel testo si legge un riferimento al Papa Emerito Benedetto XVI: “È stato un rivoluzionario” . “Nella riunione con i cardinali, poco prima del conclave del 2013, ci ha detto che uno di noi sarebbe diventato il prossimo Papa e che lui non conosceva il suo nome. La sua generosità è stata impareggiabile. La sua rinuncia rese palesi tutti i problemi della Chiesa. La sua rinuncia non ha avuto nulla a che fare con questioni personali. È stato un atto di governo. Il suo ultimo atto di governo”.

Ad una domanda sugli “ultraconservatori” dentro la Chiesa, Bergoglio ha risposto: “Io desidero una Chiesa aperta, comprensiva, che accompagni le famiglie ferite. Loro dicono di no a tutto. Io continuo con la mia strada senza guardare di lato. Non taglio teste. Non mi è mai piaciuto farlo. Lo ripeto: rifiuto il conflitto”.

Nel corso dell’intervista Francesco ha anche scherzato sul suo stato di salute: “i risultati delle ultime analisi – gli ha riferito il medico – sono quelli di una persona di 40 anni!”.

Cento giorni con Gesù, Alessandro Ginotta, Tau Editrice

Non un libro da leggere con gli occhi, ma un’esperienza da vivere con il cuore.

Al lettore che sfoglierà questo libro basterà scorrere l'indice per rendersi conto che non si tratta del “solito” commento al Vangelo ma di qualcosa di completamente nuovo per approccio, stile, linguaggio e contenuto. Sai cosa vuole Gesù dalla tua vita? Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Perchè la mia preghiera non viene ascoltata? (e perchè non è così). Cento giorni con Gesù è una proposta per aiutarti ad affrontare il futuro in modo migliore, consapevole che nelle difficoltà, ma anche nelle gioie grandi o piccole di ogni giorno, non siamo soli, ma abbiamo al nostro fianco Cristo, che ci sorregge, ci consola, ci perdona, piange con noi e sorride con noi. Perchè vivere bene si può, e con Gesù è meglio!

Vuoi invitarmi nella tua parrocchia?

Alessandro Ginotta
E’ sempre molto bello incontrare gente, poter spezzare la Parola con una lectio, oppure affrontare un tema di attualità alla luce del Vangelo… Parteciperò molto volentieri ed a titolo completamente gratuito ad incontri in Torino e prima cintura. Per trasferimenti più lunghi parliamone:
alessandro.ginotta@labuonaparola.it

Puoi contattarmi così:

Potresti aiutarmi con una piccola donazione?

Perchè donare? Perchè il blog La buona Parola non é finanziato da alcuna istituzione, né ecclesiale né governativa, ma sopravvive soltanto grazie alle donazioni dei lettori. Perciò ho bisogno anche del tuo aiuto per coprire i costi del server, dei servizi e delle attività che svolgo.
Grazie, grazie di cuore!