Eh, sì! Anche San Pietro, come tutti i Papi, ha cambiato nome...

Eh, sì! Anche San Pietro, come tutti i Papi, ha cambiato nome…

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+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,13-19)

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Parola del Signore

Gv 12,44-50

Abbiamo già incontrato questo episodio, nella versione che ci ha presentato l’evangelista Luca. Oggi lo vediamo attraverso gli occhi di San Matteo.

Ecco: il primo “Conclave” della Chiesa! Certo, non ci sono Cardinali, non c’è neppure la Cappella Sistina, ma c’è Gesù che investe il primo Pontefice della storia: San Pietro. E come tutti i Pontefici, Pietro cambia nome al momento dell’elezione:

Beato sei tu, Simone, figlio di Giona” (v. 17) … “E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa” (v. 18).

Simone deriva dal nome ebraico שִׁמְעוֹן (Shim’on), basato su שָׁמַע (shamá’, “ascoltare”), lo potremo tradurre come: “colui che ascolta“.

Pietro, dal latino Petrus, è una traduzione del vocabolo aramaico che usò Gesù: פטרוס (kêpā), col significato di “roccia“, traslitterato in greco come Κηφᾶς (Cephas). Talvolta lo troviamo nei testi italiani come Cefa. Dunque, da questo momento, il pescatore di Cafarnao non sarà più Simone, colui che ascolta, ma Cefa: la Pietra.

Abbiamo visto che Gesù è la pietra d’angolo. La pietra che sorregge tutte le altre, la prima pietra posata dagli architetti, quella sulla quale si appoggia tutta la costruzione: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa” (v. 18). Qui nasce la Chiesa. Qui Gesù stesso nomina Pietro suo Vicario.

Ma leggiamo cosa scrive lo stesso San Pietro nella sua prima lettera: “Avvicinatevi al Signore. Egli è la pietra viva che gli uomini hanno rifiutato, ma che, per Dio, è scelta e preziosa. Anche voi, come pietre vive, formate il tempio dello Spirito Santo, siete sacerdoti consacrati a Dio e offrite sacrifici spirituali che Dio accoglie volentieri, per mezzo di Gesù Cristo. Si legge infatti nella Bibbia: Ho scelto una pietra di valore, e la pongo sul monte Sion come pietra principale del fondamento. Chi crede in essa non resterà deluso. Per voi che credete, dunque, questa pietra è molto preziosa. A quelli che non credono, invece, la Bibbia dice: La pietra che i costruttori hanno rifiutato è diventata la pietra principale. Poi dice ancora: È una pietra che fa inciampare, un sasso che fa cadere. Essi vi inciampano, perché non hanno voluto ubbidire alla parola di Dio. Questa è la fine che Dio ha stabilito per loro. Ma voi siete la gente che Dio si è scelta, un popolo regale di sacerdoti, una nazione santa, un popolo che Dio ha acquistato per sé, per annunziare a tutti le sue opere meravigliose. Egli vi ha chiamati fuori delle tenebre, per condurvi nella sua luce meravigliosa” (1Pt 2,4-9).

Dunque Gesù ha eletto Pietro Pontefice e Pietro ha istituito il nuovo sacerdozio. La Chiesa è nata!

Pietro sarà il fondamento roccioso su cui poggerà l’edificio della Chiesa; egli avrà le chiavi del Regno dei cieli per aprire o chiudere a chi gli sembrerà giusto; infine, egli potrà legare o sciogliere nel senso che potrà stabilire o proibire ciò che riterrà necessario per la vita della Chiesa, che è e resta di Cristo. E’ sempre Chiesa di Cristo e non di Pietro.

Pietro, per tutti i tempi, dev’essere il custode della comunione con Cristo; deve guidare alla comunione con Cristo; deve preoccuparsi che la rete non si rompa e possa così perdurare la comunione universale. Solo insieme possiamo essere con Cristo, che è il Signore di tutti. Responsabilità di Pietro è di garantire così la comunione con Cristo con la carità di Cristo, guidando alla realizzazione di questa carità nella vita di ogni giorno. (Benedetto XVI).

Amici, questa pagina di Vangelo ci dice anche una cosa bellissima: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa” (v. 18). La fede vince il mondo. Il Nemico, il demonio, il serpente antico, potrà tentare in tutti i modi di scardinare le porte della Chiesa, ci sarà forse anche una battaglia, ma l’esito è già scritto: “non praevalebunt!”, le potenze degli inferi non prevarranno! Parola di Gesù!

Non diamo ascolto alle chiacchiere velenose che il divisore, Satana, sussurra anche alle nostre orecchie cercando qualche volta perfino di screditare la figura del Santo Padre. Non ci riuscirà, perchè le potenze degli inferi non prevarranno! Andiamo avanti con fede e fiducia in Cristo, sosteniamo con le nostre preghiere il Suo Vicario, il Papa, che, al timone della Chiesa, ci guiderà verso quella vittoria promessa da Gesù: “Coraggio, io ho vinto il mondo” (Gv 16, 33).

Cari amici, le domande che oggi vi propongo (e mi propongo) sono: Che cristiano sono? Credo davvero che le potenze degli inferi non prevarranno, oppure permetto che il demonio mi spaventi e mi “distragga” dalla fede? Inciampo e cado, oppure resto ben saldo sulla pietra posta da Gesù a fondamenta della Chiesa? E infine: se Gesù dovesse cambiare il mio nome, quale sceglierebbe secondo me?

Questa notte, Gesù, ti affido tutti i miei amici e le persone che conosco! Fa’ che siano sempre saldi nella fede, ben ancorati sulla pietra su cui hai costruito la Tua Chiesa.

#Santanotte amici miei! 🙂 🙂 🙂

Eh, sì! Anche San Pietro, come tutti i Papi, ha cambiato nome...Il dipinto di oggi è “Gesù consegna le chiavi a San Pietro” del pittore italiano Pietro Perugino, 1481-82, affresco, 335×550 cm., Cappella Sistina

Alessandro Ginotta

Cento giorni con Gesù, Alessandro Ginotta, Tau Editrice

Non un libro da leggere con gli occhi, ma un’esperienza da vivere con il cuore.

Al lettore che sfoglierà questo libro basterà scorrere l'indice per rendersi conto che non si tratta del “solito” commento al Vangelo ma di qualcosa di completamente nuovo per approccio, stile, linguaggio e contenuto. Sai cosa vuole Gesù dalla tua vita? Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Perchè la mia preghiera non viene ascoltata? (e perchè non è così). Cento giorni con Gesù è una proposta per aiutarti ad affrontare il futuro in modo migliore, consapevole che nelle difficoltà, ma anche nelle gioie grandi o piccole di ogni giorno, non siamo soli, ma abbiamo al nostro fianco Cristo, che ci sorregge, ci consola, ci perdona, piange con noi e sorride con noi. Perchè vivere bene si può, e con Gesù è meglio!

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Alessandro Ginotta
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