Diventare artigiani di pace per passare all'altra riva

Diventare artigiani di pace per passare all’altra riva

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Papa Francesco ha celebrato la Santa Messa nello stadio di Bangui. In mattinata la visita alla moschea: “Chi dice di credere in Dio dev’essere anche un uomo o una donna di pace”.

Il Vangelo viene portato all’altare da un bambino su una piroga. Con questa immagine, che ricorda i primi missionari giunti nella Repubblica Centrafricana attraverso il fiume, è iniziata la celebrazione della Santa Messa. Il bambino, che viene tenuto in alto, portato come un re, rappresenta Gesù.

Papa Francesco, nella sua omelia, ha commentato il passo della lettera ai Romani: “Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene (Rm 10,15)! È per noi un invito a rendere grazie per il dono della fede che abbiamo ricevuto da questi messaggeri che ce l’hanno trasmessa. È anche un invito a meravigliarci davanti all’opera missionaria che ha portato per la prima volta – non molto tempo fa – la gioia del Vangelo su quest’amata terra del Centrafrica”.

Diventare artigiani di pace per passare all'altra riva

Passare all’altra riva

“Quando i tempi sono difficili, quando le prove e le sofferenze non mancano, quando l’avvenire è incerto e ci si sente stanchi, temendo di non potercela fare, è bene riunirsi attorno al Signore, come facciamo oggi, per gioire della sua presenza, della vita nuova e della salvezza che ci propone, come un’altra riva verso la quale dobbiamo tendere”.

Quest’altra riva è, certamente, la vita eterna, il Cielo dove noi siamo attesi. “Questa vita eterna – ha osservato Papa Francesco – non è un’illusione, non è una fuga dal mondo; essa è una potente realtà che ci chiama e che ci impegna alla perseveranza nella fede e nell’amore”.

Ma l’altra riva più immediata, che noi cerchiamo di raggiungere, questa salvezza procurata dalla fede e di cui parla san Paolo, è una realtà che trasforma già la nostra vita presente e il mondo in cui viviamo: “Colui che crede dal profondo del cuore diventa giusto” (cfr Rm 10,10). Egli accoglie la vita stessa di Cristo che lo rende capace di amare Dio e di amare i fratelli in un modo nuovo, al punto di far nascere un mondo rinnovato dall’amore.

Diventare artigiani di pace per passare all'altra riva
Rompere con il demonio

Non siamo ancora arrivati alla meta, siamo come in mezzo al fiume, e dobbiamo decidere con coraggio, in un rinnovato impegno missionario, di passare all’altra riva. L’esortazione di Papa Francesco è chiara: “Ogni battezzato deve continuamente rompere con quello che c’è ancora in lui dell’uomo vecchio, dell’uomo peccatore, sempre pronto a risvegliarsi al richiamo del demonio – e quanto agisce nel nostro mondo e in questi tempi di conflitti, di odio e di guerra –, per condurlo all’egoismo, a ripiegarsi su sé stesso e alla diffidenza, alla violenza e all’istinto di distruzione, alla vendetta, all’abbandono e allo sfruttamento dei più deboli…”

L’occasione del Giubileo della Misericordia

“Noi sappiamo anche – ha proseguito Papa Francesco – quanta strada le nostre comunità cristiane, chiamate alla santità, abbiano ancora da percorrere. Certamente abbiamo tutti da chiedere perdono al Signore per le troppe resistenze e per le lentezze nel rendere testimonianza al Vangelo. Che l’Anno Giubilare della Misericordia, appena iniziato nel vostro Paese, ne sia l’occasione. E voi, cari Centrafricani, dovete soprattutto guardare verso il futuro e, forti del cammino già percorso, decidere risolutamente di compiere una nuova tappa nella storia cristiana del vostro Paese, di lanciarvi verso nuovi orizzonti, di andare più al largo, in acque profonde”.

Diventare artigiani di pace per passare all'altra riva
Una missione che ha bisogno di nuovi messaggeri

Il grido dei messaggeri risuona più che mai alle nostre orecchie, proprio quando i tempi sono duri; quel grido che “risuona per tutta la terra, e […] fino ai confini del mondo” (cfr Rm 10,18; Sal 18,5). “Risuona qui, oggi – ha osservato il Santo Padre – in questa terra del Centrafrica; risuona nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nelle nostre parrocchie, ovunque viviamo, e ci invita alla perseveranza nell’entusiasmo della missione, una missione che ha bisogno di nuovi messaggeri, ancora più numerosi, ancora più generosi, ancora più gioiosi, ancora più santi”.

“Ciascuno di voi è chiamato ad essere, con la perseveranza della sua fede e col suo impegno missionario, artigiano del rinnovamento umano e spirituale del vostro Paese. Sottolineo, artigiano del rinnovamento umano e spirituale”.

Diventare artigiani di pace per passare all'altra riva
Prima della benedizione Papa Francesco “dal cuore dell’Africa” ha rivolto, nel giorno della festa di Sant’Andrea, un augurio patriarca ecumenico Bartolomeo I: “Gli faccio gli auguri di felicità, fraternità, e chiedo al Signore che benedica le nostre Chiese sorelle”.

Al termine della celebrazione un altro gesto di pace: il dono di un Ostensorio ad ogni diocesi del Paese, per iniziare una Adorazione Eucaristica perpetua per la pace.

Di Alessandro Ginotta

Cento giorni con Gesù, Alessandro Ginotta, Tau Editrice

Non un libro da leggere con gli occhi, ma un’esperienza da vivere con il cuore.

Al lettore che sfoglierà questo libro basterà scorrere l'indice per rendersi conto che non si tratta del “solito” commento al Vangelo ma di qualcosa di completamente nuovo per approccio, stile, linguaggio e contenuto. Sai cosa vuole Gesù dalla tua vita? Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Perchè la mia preghiera non viene ascoltata? (e perchè non è così). Cento giorni con Gesù è una proposta per aiutarti ad affrontare il futuro in modo migliore, consapevole che nelle difficoltà, ma anche nelle gioie grandi o piccole di ogni giorno, non siamo soli, ma abbiamo al nostro fianco Cristo, che ci sorregge, ci consola, ci perdona, piange con noi e sorride con noi. Perchè vivere bene si può, e con Gesù è meglio!

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Alessandro Ginotta
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