Diocesi di Torino: tante iniziative per un Natale di accoglienza

Diocesi di Torino: tante iniziative per un Natale di accoglienza

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L’Arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, ha presentato sabato 14 novembre, nel corso di in una conferenza stampa, una serie di iniziative a favore delle famiglie in difficoltà ed ha annunciato l’apertura delle Porte Sante per il Giubileo della Misericordia.

Un accordo tra il comune e la Diocesi per fornire un alloggio alle famiglie senza casa e accoglienza notturna per i tanti fratelli e sorelle senza fissa dimora, sono due delle iniziative proposte da Mons. Cesare Nosiglia.

Già centottanta famiglie e un centinaio di parrocchie, Istituti religiosi e strutture diocesane si sono rese disponibili ad accogliere rifugiati seguendo l’invito di Papa Francesco e dello stesso Arcivescovo di Torino. “Nessuna città e Diocesi – ha osservato Mons. Nosiglia – può vantare un tale slancio di generosità e disponibilità. La cultura dell’accoglienza ed il rifiuto di quella dello scarto fanno parte del DNA della città di Torino fin dai tempi dei nostri Santi sociali e oggi, di fronte alle nuove sfide che dobbiamo affrontare, stanno creando ancora e sempre nuovi e sorprendenti frutti”.

A Natale, un povero in ogni casa

L’Arcivescovo ha rinnovato l’invito, già rivolto alle famiglie di Torino lo scorso anno, di condividere, durante le festività natalizie, un pranzo nella propria casa con una o più persone

in difficoltà. Lo scopo non è solo di rispondere a un bisogno immediato dei poveri, ma avviare un’opportuna buona relazione di conoscenza e di incontro fraterno. La Caritas diocesana fornirà supporto e coordinamento e si preoccuperà di mettere in contatto le famiglie con le persone che potranno essere ospitate.

Diocesi di Torino: tante iniziative per un Natale di accoglienza

Non solo cibo e alloggio, ma anche arte e cultura

Il pane con cui sfamarsi, il luogo dove dormire, la casa dove abitare, sono beni indispensabili ma, come ha affermato l’Aricvescovo di Torino: “lo sono anche la possibilità di gustare il cibo della cultura, dell’arte, della musica e della bellezza”.

“I meno fortunati – ha osservato Pierluigi Dovis, direttore delle Caritas diocesane di Piemonte e Valle d’Aosta –  hanno bisogno di sentirsi normali e fare cose normali, come visitare un museo”. Per questo, accanto alle iniziative di accoglienza, verranno organizzate visite a gruppi alla Reggia della Venaria Reale, come già avviene per il Teatro Regio.

Il Giubileo e le Porte Sante

Domenica 13 dicembre alle ore 15,30 si aprirà in Cattedrale a Torino la Porta Santa del Giubileo. Ogni sabato ed ogni domenica pomeriggio, dopo l’attraversamento della Porta Santa verrà celebrata la Liturgia della Parola e si avrà la possibilità di accedere al Sacramento della Riconciliazione.

Una seconda Porta Santa verrà aperta domenica 20 dicembre alle ore 12,30 nella chiesa del Cottolengo, alla Piccola casa della Divina Provvidenza. “Questa iniziativa – ha sottolineato Mons. Nosiglia – vuole significare che la Porta Santa da attraversare per ottenere la salvezza è quella dei poveri: essi ci introducono alla vera vita in Gesù Cristo, ci fanno da guida verso il nostro Signore e ci comunicano il suo amore più grande”.

Dopo quest’apertura seguirà un momento conviviale con la partecipazione dei poveri e delle personalità del nostro territorio in ambito istituzionale, economico e finanziario, culturale, sociale e del volontariato. “Vogliamo che si attivi una conoscenza diretta e un incontro fraterno con i poveri, nell’ascoltarli e dialogare con loro allo stesso tavolo, per scoprire quanto grande sia la loro umanità e i valori di cui sono ricchi e possono offrire a tutti. Anche questo fa parte delle opere di misericordia che il Giubileo ci invita a compiere”.

Infine Mons. Nosiglia ha rivolto un appello per la ricerca di volontari: “Chiedo a quanti possono, anche se con sacrificio, offrire un po’ di tempo e una normale attenzione all’ascolto, di farsi avanti, contattando la Caritas diocesana. Un bel modo per farsi dono agli altri e per riuscire a migliorare la concreta vicinanza ai fratelli più fragili. Ma anche un dono per se stessi, perché più si dà e più si riceve”.

Di Alessandro Ginotta

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