Cosa si deve fare per seguire Gesù?

Cosa si deve fare per seguire Gesù?

Download PDF

+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,51-62)

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il Regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Parola del Signore

Gv 12,44-50

Nell’Antico Testamento vediamo Elia “gareggiare” con i presunti profeti del dio Baal (1Re 18,20-40). Lascio a voi il piacere di leggere questo passo che è davvero molto coinvolgente. Il profeta Elia dimostra che Dio è il vero Dio grazie ad un fuoco prodigioso: “Cadde il fuoco del Signore e consumò l’olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l’acqua del canaletto. A tal vista, tutti si prostrarono a terra ed esclamarono: «Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!»” (1Re 18,38-39).

Molto probabilmente gli apostoli Giacomo e Giovanni avevano in mente questo episodio quando proposero a Gesù: “Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?” (v. 54). Non hanno ancora ben compreso che Gesù non è venuto per giudicare, perchè: “il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto” (Lc 19,10).

E’ il libero arbitrio… Noi siamo figli ribelli. Ma come un buon padre continua ad amare il proprio figlio anche se fugge di casa, anche se finisce in carcere, anche se commette gli errori più gravi, così Dio ha continuato e continua ad amarci, custodirci e rispettare le nostre scelte. I Samaritani hanno deciso di non accogliere Gesù?  Se questa è la loro decisione, il Signore la rispetta. Non scenderà nessun fuoco a consumare questi villaggi, semplicemente a causa del loro rifiuto, saranno gli stessi samaritani ad allontanarsi da Dio, a privarsi delle sue grazie. Almeno finchè non sentiranno il desiderio di avvicinarsi di nuovo. Questa è la “punizione” la lontananza da Dio. E ce la cerchiamo noi, quando sbagliamo. Quando, volutamente, ci allontaniamo.

Così Gesù ed i suoi discepoli “si misero in cammino verso un altro villaggio” (v. 56)Ma se è vero che ci sono alcuni che si allontanano dal Maestro, c’è anche chi lo vuol seguire a tutti i costi: “Ti seguirò dovunque tu vada” (v. 57). Diventare discepoli di Gesù però non è facile, occorre saper rinunciare a tutto: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo” (v. 58). Bisogna anche saper rinunciare agli affetti: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il Regno di Dio” (v. 60) perchè la famiglia non è più soltanto quella biologica, ma la famiglia universale, e l’annuncio del Vangelo deve raggiungere tutti. Bisogna essere disposti a seguire Gesù senza ripensamenti, perchè: “Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio” (v. 62).

Mettersi alla sequela di Gesù, come ci ricorda Papa Francesco, significa prendere la propria Croce per accompagnarlo nel suo cammino, un cammino scomodo che non è quello del successo, della gloria passeggera, ma quello che conduce alla vera libertà, quella che ci libera dall’egoismo e dal peccato. Si tratta di operare un netto rifiuto di quella mentalità mondana che pone il proprio “io” e i propri interessi al centro dell’esistenza: questo non è ciò che Gesù vuole da noi! Invece, Gesù ci invita a perdere la nostra vita per Lui, per il Vangelo, per riceverla rinnovata, realizzata e autentica. Siamo certi, grazie a Gesù, che questa strada conduce alla fine alla risurrezione, alla vita piena e definitiva con Dio.

Cari amici, le domande che oggi vi propongo (e mi propongo) sono: Quanto davvero sono disposto ad abbandonare della mia vita, delle mie abitudini, per unirmi a Gesù e seguire i suoi passi? Qual’è la rinuncia che mi pesa di più? E ancora: sono consapevole che queste rinunce, anzichè impoverirmi mi arricchiscono?

Questa notte, Gesù, ti affido tutti i miei amici e le persone che conosco! Fa’ che seguano fedelmente i tuoi insegnamenti ed i tuoi passi sulla via del bene!

#Santanotte amici miei! 🙂 🙂 🙂

Cosa si deve fare per seguire Gesù?
Il dipinto di oggi è “Gesù si congeda dalla Madre” del pittore tedesco Lucas Cranach “il Vecchio”, 1520 circa, olio su tela, 110×83.5 cm, Kunsthistorisches Museum, Vienna

Alessandro Ginotta

Cento giorni con Gesù, Alessandro Ginotta, Tau Editrice

Non un libro da leggere con gli occhi, ma un’esperienza da vivere con il cuore.

Al lettore che sfoglierà questo libro basterà scorrere l'indice per rendersi conto che non si tratta del “solito” commento al Vangelo ma di qualcosa di completamente nuovo per approccio, stile, linguaggio e contenuto. Sai cosa vuole Gesù dalla tua vita? Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Perchè la mia preghiera non viene ascoltata? (e perchè non è così). Cento giorni con Gesù è una proposta per aiutarti ad affrontare il futuro in modo migliore, consapevole che nelle difficoltà, ma anche nelle gioie grandi o piccole di ogni giorno, non siamo soli, ma abbiamo al nostro fianco Cristo, che ci sorregge, ci consola, ci perdona, piange con noi e sorride con noi. Perchè vivere bene si può, e con Gesù è meglio!

Vuoi invitarmi nella tua parrocchia?

Alessandro Ginotta
E’ sempre molto bello incontrare gente, poter spezzare la Parola con una lectio, oppure affrontare un tema di attualità alla luce del Vangelo… Parteciperò molto volentieri ed a titolo completamente gratuito ad incontri in Torino e prima cintura. Per trasferimenti più lunghi parliamone:
alessandro.ginotta@labuonaparola.it

Puoi contattarmi così:

Potresti aiutarmi con una piccola donazione?

Perchè donare? Perchè il blog La buona Parola non é finanziato da alcuna istituzione, né ecclesiale né governativa, ma sopravvive soltanto grazie alle donazioni dei lettori. Perciò ho bisogno anche del tuo aiuto per coprire i costi del server, dei servizi e delle attività che svolgo.
Grazie, grazie di cuore!